Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Granada
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mweqGranada (pronuncia mwegspagnola [ɡɾaˈnaða], mwfa[ɡɾaˈna in dialetto), o in italiano mwfqGranatacite-ref-1[1]cite-ref-2[2], è una mwhgcittà spagnola, capoluogo dell'mwhwomonima provincia mwiaandalusa.

Contents

Clima
Storia
Altro
Musei
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Geografia fisica

La città si trova nella parte orientale dell’Andalusia nel mwjaSistema Bético, ai piedi della mwjqSierra Nevada, situata sulla confluenza del mwjgfiume Darro con il mwjwGenil.

Clima

Nonostante la vicinanza al mwkgmare e lo scorrere tra le sue mura del mwkwfiume Darro, il mwlaclima è secco e continentale. La mwlqpioggia è rara e le alte mwlgmontagne della mwlwSierra Nevada impediscono che il mare mitighi il clima. Per questo in mwmainverno le temperature scendono spesso sotto lo zero e d'mwmqestate superano quasi sempre i trenta gradi. C'è anche una grande escursione termica tra il mwmggiorno e la mwmwnotte, spesso anche con una differenza di quindici gradi. Le ore di sole durante l'anno sono mwna2 662.

Origini del nome

Nel mwnwsecolo XI gli mwoaZiridi spostarono la capitale da mwoqMedina Elvira («Città Elvira») a Medina Garnata. L'etimología del mwogtoponimo è ancora dibattuta e potrebbe provenire tanto dall'mwowarabo (mwpaGar-anat, «Collina dei pellegrini»), quanto dal mwpqlatino (mwpggranatum, «mwpwmelagrana»)cite-ref-3[3].

Storia

Il suo periodo migliore fu quello successivo al periodo in cui mwswal-Andalus (Spagna islamica) fu dapprima un mwtaEmirato e poi mwtqCaliffato mwtgomayyade, con sede a mwtwCordova. Con i mwuamwuqreinos de taifas la città - che ospitava una ricca e attiva comunità ebraica, stanziata soprattutto nel quartiere Realejo, tanto da far chiamare la città mwugGranada degli ebrei - fu governata dal mwuw1013 in modo progressivamente indipendente dagli mwvaZiridi, una dinastia fondata da mwvqZāwī ibn Zīrī, un mwvgberbero giunto dal Nordafrica per partecipare alle guerre innescate in mwvwal-Andalus dal crollo del Califfato.

Durante il dominio islamico, Granada è stata una delle maggiori città commerciali per lo scambio di pietre preziose, pelli, armi e polveri da sparo. Alcuni di questi oggetti venivano anche dall'Estremo Oriente come la Cina e la Mongolia, anche se i primi importatori di oggetti provenienti da questi territori furono gli antichi romani, nel loro periodo di grande prosperità.

Nel corso della dominazione mwwgalmoravide e mwwwalmohade, Granada perse la sua indipendenza, costretta a piegarsi al volere dei signori venuti dal mwxaMaghreb, ma recuperò il proprio ruolo quando, nel mwxq1238, mwxgMuḥammad ibn Yūsufu ibn Nāẓar (o Naṣr) entrò nella città dalla mwxwPuerta de Elvira per occupare il Palazzo del Gallo del Vento e legare la sorte della sua dinastia mwyanasride al mwyqSultanato di Granada. I Nasridi dettero alla città venti sultani, fino alla sua caduta nel gennaio del mwyg1492.

I Nasridi trasformarono la loro capitale in uno dei centri più brillanti dell'intera mwzapenisola iberica, tanto sotto il profilo economico e sociale quanto sotto quello prettamente culturale. Fu l'ultimo reame ad essere "riconquistato" dai cristiani che, per un lungo periodo, le consentirono di sopravvivere, sia pure in uno stato di sostanziale infeudamento, alla corona di mwzqCastiglia, fino a quando, nel mwzg1492, mwzwIsabella di Castiglia e mwaaFerdinando II d'Aragona costrinsero alla resa e all'esilio l'ultimo Sultano Abū ʿAbd Allāh (il "mwaqBoabdil" delle cronache cristiane dell'epoca)mwagmwawcite-ref-062-4-0[4].

C'è una località chiamata "Sospiro del moro" da dove, prima di procedere verso la costa, si vede per l'ultima volta il panorama della città, e qui secondo la tradizione si fermò Boabdil a rimpiangere il suo perduto regno. Secondo la tradizione, la madre di quest'ultimo lo rimproverò dicendogli: "Piangi come una donna perché non hai saputo difendere il tuo regno come un uomo".

Il fatto che i "Cattolicissimi" re avessero deciso di eleggere come propria sede reale a Granada proprio il palazzo dei sultani dell'mwcgAlhambra (dall'mwcwarabo mwdaal-Ḥamrāʾ, ossia "la Rossa", a causa forse del colore rosato delle strutture murarie o, forse, del colore rossiccio della barba del primo sultano) lo preservò dalla devastante mwdqmwdgdamnatio memoriae dei vincitori. Oggi l'mwdwAlhambra è considerata uno dei mweaPatrimoni dell'Umanità. Carlo V edificò anche un mweqsuo palazzo nel mezzo dell'mwegAlhambra, che non fu però terminato.

Alla fine del mwfaXVI secolo, con mwfqFilippo II al potere, scoppiò la sanguinaria mwfgrivolta dei moriscos (musulmani convertiti al cristianesimo) e fu costretto a intervenire il fratellastro di Filippo II, mwgaGiovanni d'Austria, vincitore di mwgqLepanto, che operò una repressione durissima: il capo degli insorti Abén Humeya (1520-1569), il cui nome cristiano era Fernando de Córdoba y Válor mentre quello arabo era Muḥammad ibn Umayya, fu tradito e assassinato da Abén Abó (Ibn ˁAbbād o Ibn ʿAbbās) che, a sua volta, fu decapitato dai cristiani che esposero la sua testa sulla Porta Reale. I mwggmoriscos vennero definitivamente espulsi dal suo regno da Filippo III e ci fu un periodo di grave crisi dell'economia nazionale (originata dallo sfacelo del settore agricolo). Nei secoli mwhaXVII secolo e mwhqXVIII secolo vi fu invece un periodo di grande splendore dovuto all'oro e all'argento delle Americhe e vennero avviate e completate le costruzioni delle grandi opere del mwhgBarocco e del periodo successivo

Nei secoli seguenti, Granada non fu più al centro della vita culturale del paese fino a quando, nel 1829, giunse in città mwiaWashington Irving, il quale dimorò all'Alhambra e scrisse mwiqmwigI racconti dell'Alhambra che attrassero molti scrittori, artisti e viaggiatori romantici come mwiwAlexandre Dumas, mwjaHonoré Daumier, mwjqDelacroix ed altri. Nel 1889 si iniziò il restauro dell'Alhambra che fu aperta al pubblico con mwjgAlfonso XIII. Da allora Granada ha accresciuto la sua fama con mwjwFederico García Lorca, mwkaSalvador Dalí, mwkqAndrés Segovia e mwkgManuel de Falla, che vi dimorarono contemporaneamente, facendo diventare la città andalusa uno dei maggiori centri mondiali della letteratura e della musica.

Monumenti e luoghi d'interesse

Granada è anche una delle città spagnole più visitata dai turisti per i suoi monumenti, le sue feste, per i locali caratteristici dei gitani nelle grotte del mwmwSacromonte dove si canta e si ballano il mwnaflamenco e la mwnqzambra gitana.cite-ref-5[5]

Alhambra

Il monumento più celebre di Granada è l'Alhambra. Fu costruita nel quattordicesimo secolo da Muhammad Ibn Nasr ed è composta da tre parti: mwpqAlcazaba (dall'mwpgarabo mwpwal-Qaṣaba, "residenza fortificata"), Casa Reale o mwqaAlcazar (dall'mwqqarabo mwqgal-Qaṣr, "il Palazzo") con i giardini ed Alhambra alta o Quartiere degli Artigiani del Popolo, la cui estensione è di mwqw104 000 metri quadrati. La fortezza era fiancheggiata da ben trecento torri, quattro delle quali sono ancor oggi porte d'ingresso al recinto, due strade pressoché parallele attraversavano la città delle quali solo una si è conservata.

Interessanti sono diverse sale con le caratteristiche decorazioni geometriche arabescate, sia del palazzo pubblico (Mexuar) sia di quello privato (Diwan o Serraglio), anche se alcune sono un po' trasformate dai re cristiani. Caratteristici i cortili, uno dei quali detto "mwsgPatio dei mirti", per le piante di mwswmirto che delimitano l'interno pieno di acqua, e un altro, al centro dell'mwtaharem, detto "mwtqdei leoni" per la fontana centrale la cui vasca è sorretta da dodici leoni.

Altri edifici ospitano i bagni con diverse stanze, e poi cortili, giardini, fontanelle, piccole canalette in cui scorre l'acqua, rendono unico questo complesso. L'Alhambra è stata candidata dalla Spagna al concorso per l'elezione delle mwtw7 meraviglie del mondo moderno nel 2007. Comprende anche il mwuaPalazzo di Carlo V.

Architetture civili

• Il mwxamwxqGeneralife (dall'mwxgarabo mwxwJannat al-ʿArīf, "Giardino del sovrintendente") non è solo una villa di ricreazione, ma anche un insieme di giardini, orti, allevamento di bestiame e tenuta di caccia per i mwyasultani e i loro ospiti. Costruito verso il 1315 vicino all'Alhambra, in una posizione più elevata, si estende fino alle montagne.
• mwygPalazzo della Madraza. Fondata nel 1349 dal sultano mwzaYusuf I, la Madraza è stata la prima università di Granada, oltre che una delle più antiche in assoluto di tutta l'Europa. Il nome "Madraza" fa riferimento alla mwzqMedrasa, significato islamico di scuola o università. Dedicata allo studio delle scienze matematiche, teologiche e della giurisprudenza, aveva anche spazi dedicati al culto e sale di preghiera. Nel XV secolo, quando il sultanato di Granada fu conquistato dai Re Cattolici, la Madraza diventò il primo Palazzo Comunale della città cristiana. Di questo periodo si conserva ancora il Salone dei Cavalieri XXIV, completato con uno dei più begli esempi di armatura in legno di stile mudejar. Successivamente, il suo aspetto si modificò radicalmente assumendo le prerogative tipiche dell'arte barocca del tempo. Nel XIX secolo, l'antica sala di preghiera islamica fu ritrovata sotto la decorazione barocca. Grazie al restauro di questi elementi originali, come il mihrab, si possono ancora apprezzare le forme dell'arte nasride. Tra il 2006 e il 2011 sono stati inoltre condotti degli scavi archeologici che consentono al visitatore di ammirare alcuni resti dei periodi ziride e nasride (XI-XIII secoli).
• Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Granada. Nel 1526 secolo la mw0aCompagnia di Gesù fondò uno dei primi spazi di studio e discussione teologica della nuova città cristiana di Granadamw0qmw0gcite-ref-0622-6-0[6]. Questo edificio, conosciuto all'epoca con il nome di "Scuola di San Paolo", diventò nuova sede per l'Università di Granada nel 1769, dopo l'espulsione dei Gesuiti dal Regno di Spagna ordinata dal re Carlo III. Dell'antico edificio si distaccano per la loro eleganza la facciata in stile barocco, l'antico teatro rinascimentale o "paraninfo" ed il giardino botanico, uno dei primi e più belli di tutto il paese. La disposizione claustrale dei pati, propria della scuola gesuitica, si conserva ancora come nel XVI secolo. Nell'attuale facoltà di giurisprudenza, grandi personalità della politica e della cultura spagnola si sono laureate in queste aule che ancora li ricordano.
• L'mw2aOspedale Reale di Granada. Quest'edificio è, senza ombra di dubbio, il più bell'esempio di architettura ospedaliera spagnola dato nel periodo rinascimentale. Fondato nel 1504 dai Re Cattolici, è stato terminato solo grazie all'impegno e ai finanziamenti da parte dall'Imperatore Carlo V, che lo inaugurò nel dicembre del 1526 durante la sua visita alla città. Oggi l'Ospedale Reale ospita i Servizi Centrali e il Rettorato dell'Università di Granada. Nel piano superiore si trova la biblioteca universitaria, uno degli spazi più impressionanti della città, decorato in stile gotico e mudejar. Il piano inferiore si usa come spazio espositivo e per concerti. L'edificio si distingue anche per la bellezza dei quattro lati, soprattutto quelli rinascimentali, e per l'aspetto di fortezza medievale osservato dai giardini circondanti all'edificio. Sostituì il mw2qMaristan di Granada fatto costruire nel mw2gXIV secolo da mw2wMuhammad V.
• mw3qmw3gCorral del Carbón, costruito agli inizi del XIV secolo, è un edificio arabo giunto a noi pressoché immutato. Nel corso dei secoli è stato adibito a locanda e a deposito di merci varie, in particolare di carbone, da cui il nome.
• mw4amw4qEl Bañuelo, noto anche come "Bagno della noce" si trova nella carrera del Darro, di fronte al ponte del Cadi. Risalgono all'XI secolo e sono probabilmente i bagni arabi meglio conservati di tutta la Spagna. Come tutti gli mw4ghammam, presentano un vestibolo cui fanno seguito diverse sale dotate di acqua fredda, tiepida e calda. La sala più grande è quella provvista di acqua tiepida che presenta una pianta regolare ed è circondata da portici e archi moreschi con capitelli romani e visigoti; evidentemente si era fatto ricorso a materiale prelevato da costruzioni precedenti. Le volte presentano dei suggestivi lucernari a forma di stella ottagonale che lasciano filtrare la luce.
• mw5amw5qCasa de Castril (1539), introdotta da un portale in stile mw5gplateresco.mw5wmw6acite-ref-062222-7-0[7]
• mw7gmw7wPalacio de los Olvidados, sede del museo dell'mw8aInquisizione.
• mw8gmw8wDar al-Horra, palazzo medievale sito nell'mw9aAlbaicin.
• Casa mw-ade los Tiros, palazzo in stile mudejar databile tra il quarto e il quinto decennio del Cinquecento. Introdotto da una facciata nella quale sono presenti raffigurazioni scultoree di personaggi mitologici, al suo interno ospita il Museo de Arte Granadino.mw-qmw-gcite-ref-062-4-1[4]
• mwaqaPalacio Arzobispal (XVI-XVII secolo), situato in mwaqePlaza de Bib-Rambla.mwaqimwaqmcite-ref-062-4-2[4]
• mwaqkPuerta de Elviramwaqocite-ref-0622-6-1[6]
• Mura di epoca arabamwaramwarecite-ref-0622-6-2[6] (VIII-XI secolo), un sistema che comprende una serie di edifici del mwaryperiodo visigoto, alcune torri a mwarcpianta centrale e porte quali la mwargpuerta Nueva e la mwarkpuerta Monaita.mwarocite-ref-062222-7-1[7]
• Ospedale di San Giovanni di Dio (1552), che si presenta con un portale nel quale è collocata una statua del 1669 dedicata al santo titolare della struttura. Internamente ospita un mwasaatrio con soffitto mwaseartesonado e un patio del Seicento con mwasiazulejos e quadri che raffigurano scene della vita di mwasmSan Giovanni di Dio.mwasqmwasucite-ref-0622-6-3[6]
• Casa mwassde los Pisas (XVI secolo), edificio dove trovò la morte San Giovanni di Dio. Situato in mwaswplaza Nueva, l'edificio si presenta con un portale in mwas0stile gotico.mwas4mwas8cite-ref-062222-7-2[7]
• Casa mwatude los Pinedas, edificio situato in mwatyplaza Nueva e introdotto da un portale realizzato da mwatcDiego de Siloé in stile mwatgplateresco.mwatkmwatocite-ref-062222-7-3[7]
• mwauaPalacio de la Chancilleria (inizio XVI secolo), edificio in stile mwauerinascimentale situato in mwauiplaza Nueva. La facciata è del 1587, mentre il mwaumpatio, realizzato nel 1540, è attribuito a mwauqDiego de Siloé. Attualmente, ospita il palazzo di giustizia cittadino.mwauumwauycite-ref-062222-7-4[7]
• Casa mwauwdel Chapiz (XVI secolo), edificio ornato da elementi artistici propri sia in stile arabo sia dello stile rinascimentale. Al suo interno, ospita un centro di studi arabi.mwau0mwau4cite-ref-062222-7-5[7]

Architetture religiose

• mwavoCattedrale di Granada, è una delle maggiori opere in stile mwavsrinascimentale spagnolo. Comprende la mwavwCappella Reale di Granada, adiacente all'edificio, nella cui cripta sono conservati i resti dei mwav0Re cattolici mwav4Ferdinando e mwav8Isabella, di mwawaGiovanna la Pazza, di mwaweFilippo il Bello e dell'infante Miguel. Venne eretta nel 1506 su ordine dei Re cattolici che volevano in tal modo riposare nella città che avevano conquistato. L'edificio, gotico, presenta una notevole uniformità stilistica. L'interno, a singola navata su cui si aprono numerose cappelle laterali, presenta un'imponente cancellata che delimita i due doppi mausolei, da un lato Isabella di Castiglia e il marito Ferdinando di Aragona, e dall'altro la loro figlia, Giovanna la Pazza con il marito Filippo il Bello. Notevole è il retablo che adorna la Cappella Maggiore. Nella sacristia è collocato il museo della Cappella Reale ricco di opere d'arte di inestimabile valore.
• mwawmSacromonte, al di sopra dell'mwawqAlbaicín si trova il Sacromonte, quartiere in cui sono scavate numerose grotte in passato abitate dai mwawugitanimwawymwawccite-ref-062222-7-6[7]. All'inizio del XVII secolo venne fondata un'abbazia dopo che in alcune grotte furono scoperte delle reliquie di alcuni martiri, tra cui San Cecilio, patrono della città. In seguito il rinvenimento si rivelò un falso. L'abbazia conserva un piccolo museo. Lo splendido panorama che si gode dalla piazzetta antistante rende il luogo meritevole di un'escursione.
• mwaw0Monastero di San Girolamo, Alla costruzione di questo luogo di culto, iniziata nel 1496, presero parte mwaw4Jacopo Torni e, in un secondo tempo, mwaw8Diego de Siloé. Il monastero è provvisto di un grande chiostro, completato nel 1519, circondato da colonne e da archi a tutto sesto al piano inferiore e da archi ribassati a quello superiore. Numerosi aranci ornano il chiostro come l'esterno dell'edificio. Sempre sul chiostro si aprono numerosi portali platereschi e rinascimentali. La chiesa del Monastero presenta una maestosa facciata mwaxaplateresca, opera del Siloé, mentre al suo interno, nella cappella Maggiore, si può ammirare un prezioso mwaxeretablo raffigurante santi e scene della vita della Vergine e di Gesù. Ai lati del retablo sono collocate le statue del mwaxiGran Capitan e della moglie in preghiera. Carlo V aveva infatti concesso al Gran Capitan la cappella per inumarvi la famiglia.
• mwaxuCertosa dell'Assunzione, costruita nel XVI-XVII secolo, rappresenta forse uno degli esempi più mirabili di barocco andaluso.
• mwaxcChiesa di San Giovanni di Dio, mwaxgbasilicamwaxkmwaxocite-ref-0622-6-4[6] che rappresenta una delle chiese più belle di Granada. Realizzata tra il 1737 e il 1759, si presenta con una facciata incastonata tra due torri che si ergono ai lati.mwax8mwayacite-ref-0622-6-5[6] La facciata è costituita da due corpi, uno inferiore in stile corinzio e l'altro superiore composto che contiene la statua di San Giovanni di Dio. La chiesa presenta una pianta a croce latina con quattro cappelle laterali e una cappella Maggiore. Questa, dorata, rappresenta il trionfo del Barocco. Il mwayucamarin dell'altare maggiore ospita i resti mortali del santo titolare della chiesamwayymwayccite-ref-0622-6-6[6]. Nell'area sottostante alla mwaywcrociera si conservano quattro quadri di mway0Carlo Marattamway4mway8cite-ref-0622-6-7[6].
• Chiesa di Sant'Anna, costruita tra il 1537 e il 1563 in stile mwazumudéjar su progetto di mwazyDiego de Siloé. All'esterno presenta un elegante portale mwazcplateresco mentre all'interno conserva un soffitto a cassettoni mwazgartesonado, oltre a dipinti dei secoli XVI e XVII.mwazkmwazocite-ref-062222-7-7[7]
• Chiesa di San Josè (1525), costruita sulla base di una precedente moschea. Della struttura originaria rimane ancora oggi il minareto, adibito a campanile, databile al X secolo. All'interno della chiesa, l'altare maggiore ospita un mwaaaretablo del 1788 (realizzato in stile mwaaebarocco da mwaaiVentura Rodriguez) e un soffitto a cassettoni mwaamartesonado. mwaaqDiego de Siloé è l'autore del mwaauCristo alla colonna conservato nell'ultima cappella di destra, collocata dirimpetto a un'altra cappella che ospita, oltre a due retabli del XVI secolo, un mwaayCrocifisso di José de Mora.mwaacmwaagcite-ref-062222-7-8[7]
• Chiesa di San Juan de los Reyes (1520), costruita in mwaa4stile gotico sulla base di una precedente moschea. Della struttura originaria rimane ancora oggi il minareto, decorato da ornamenti a intreccio.mwaa8mwabacite-ref-062222-7-9[7]
• Chiesa di San Domenico, costruita nel 1532 e, all'incirca due secoli più tardi, dotata di una grande cupola. Internamente, oltre a coperture in stile gotico, la chiesa ospita una serie di altari laterali in stile mwabgchurrigueresco. Tra di essi spiccano due altari di mwabkdevozione mariana: nel primo altare di sinistra è infatti conservata una statua cinquecentesca della mwaboVirgen de la Esperanza, mentre l'altare del transetto è dedicato alla mwabsMadonna del Rosario.mwabwmwab0cite-ref-062-4-3[4]
• Chiesa di Sant'Antonio Abate, costruita tra il Seicento e il Settecento e dotata di cupola in stile mwacmchurrigueresco. Internamente, ospita opere d'arte realizzate da J. de Sevilla e da esponenti della famiglia di artisti che comprende mwacqPedro de Mena.mwacumwacycite-ref-062-4-4[4]
• Collegiata dei santi Giusto e Pastore, di stile mwacwrinascimentale, dotata di portale barocco del 1740 e di cupola della fine del Cinquecento. All'interno, l'altare maggiore è arricchito da una serie di tele, realizzate da mwac0Pedro Atanasio Bocanegra e raffiguranti alcune scene della vita di mwac4Sant'Ignazio di Loyola; le cappelle laterali ospitano opere scultoree di Alonso de Mena e quadri di J. de Sevilla.mwac8mwadacite-ref-0622-6-8[6]
• Chiesa di San Geronimo, costruita nel 1525 come chiesa conventuale annessa a un coevo monastero oggi non più esistente. Curata da mwadyDiego de Siloé e da Iacopo Torni (soprannominato "l'Indaco"cite-ref-8[8]), è dotata di un'imponente cupola. Gli interni della chiesa, riccamente ornati in stile mwadsplateresco, sono caratterizzati dall'alternanza tra volte in stile mwadwgotico e soffitti mwad0rinascimentali ad mwad4artesonado. Al mwad8retablo dell'altare maggiore, realizzato tra il 1570 e il 1605, lavorarono numerosi arstiti. Le statue di fianco all'altare, sono invece anteriori, essendo opera della coppia formata da Gonzalo de Cordoba (deceduto nel 1515) e dalla sua consorte. Diego de Siloé è invece l'autore degli mwaeastalli del coro, datati 1544.mwaeemwaeicite-ref-0622-6-9[6]
• Chiesa di San Nicola.mwaegmwaekcite-ref-062222-7-10[7]

Altro

• mwafyPlaza Nueva, costruita coprendo il mwafcfiume Darro,cite-ref-9[9] al centro della quale si trova la fontana detta del mwafwPilar del Toro, realizzata da mwaf0Diego de Siloé nel 1558mwaf4mwaf8cite-ref-062222-7-11[7].
• mwaguCarrera del Darro, stretta strada che, partendo da mwagyPlaza Nueva, conduce all'mwagcAlbaicin costeggiando il mwaggDarro.mwagkmwagocite-ref-062222-7-12[7]

• mwahuPlaza de Isabel la Católica, al centro della quale si trova una statua, realizzata nel 1892 dall'artista mwahyBenlliure, raffigurante l'incontro tra mwahcCristoforo Colombo e mwahgIsabella di Castiglia.mwahkmwahocite-ref-062-4-5[4]

• mwaioPlaza San Nicolas, che ospita un belvedere sull'Alhambra.mwaismwaiwcite-ref-062222-7-13[7]
• mwajiPuerta Real, la piazza centrale della città.
• mwajqPlaza de Bib-Rambla, antica piazza di giochi che, dal Seicento, ospita la fontana detta mwajude los Gigantones.mwajycite-ref-062-4-6[4]
• mwajwPlaza de la Universidad, al centro della quale si erge una statua dedicata a Carlo V.mwaj0mwaj4cite-ref-0622-6-10[6]
• mwakqPlaza del Triunfo, al centro della quale campeggia una statua di Alonso de Mena del 1631, raffigurante l'mwakuImmacolata.mwakymwakccite-ref-0622-6-11[6]

Cultura

Musei

• Il mwaliMuseo Archeologico di Granada ha sede nel mwalmPalazzo di Carlo V, uno dei più bei palazzi rinascimentali della città. Sempre nella stessa sede si trova il mwalqMuseo di belle arti, la sezione archeologica del quale si trova tuttavia nella mwaluCasa de Castrilmwalymwalccite-ref-062222-7-14[7].
• Il Museo de Arte Granadino è situato all'interno della Casa de los Tiros.cite-ref-10[10]
• Il Museo del mwamiColegio del mwammSacromonte ospita alcune opere d'arte come manoscritti, dipinti (tra i quali spiccano la mwamqVergine della rosa di mwamuGerard David, nonché opere pittoriche di mwamyFrancisco Goya, mwamcPedro Atanasio Bocanegra, mwamgJuan Sánchez Cotán, mwamkLuca Giordano, Jose Risueño, Raxis il Vecchio, J. de Sevilla, V. Lopezmwamomwamscite-ref-062222-7-15[7]), sculture (tra le quali opere di mwanaAlonso Cano, Alonso de Mena e Duque Cornejomwanemwanicite-ref-062222-7-16[7]) e molto altro ancora.

Infrastrutture e trasporti

La città è servita dall'mwanoAeroporto di Granada, situato a circa mwans20 km a ovest della città. Lo scalo ferroviario più importante è la mwanwStazione di Granada. È presente anche una mwan0stazione dei bus, che permette di disporre di collegamenti verso quasi tutte le principali città spagnole.

Amministrazione

Gemellaggi

• mwapaCoral Gables
• mwapmDubai
• mwapyFirenze
• mwapkTaranto
• mwap8Marrakech
• mwaquSharja
• mwaqgTétouan
• mwaqsTlemcen

Note

cite-note-11. mwari mwarmmwarqBruno Migliorini mwaruet al., mwarymwarcScheda sul lemma "Granata"mwaro, in mwasimwasmDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwasqISBNmwasu 978-88-397-1478-7.mwasc
cite-note-22. citereftreccani-granata-enciclopedia-italianamwassmwaswGranata, in mwas0mwas4Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwas8URL consultato il 2 aprile 2017.
cite-note-33. mwatm(mwatqmwatuES) mwatymwatcDel nombre de Granada, su mwatgnueva-acropolis.es, Organización Nueva Acrópolis. mwatkURL consultato il 10 dicembre 2017 mwato(archiviato dall'mwatsurl originale il 12 gennaio 2009).
cite-note-062-44. mwausmwauwTCI,mwau0 p. 132.
cite-note-55. Il poeta messicano mwaveFrancisco A. de Icaza ci ha lasciato questi famosi versi:"Dale, limosna, mujer / que no hay en la vida nada / como la pena de ser / ciego en Granada" [Dagli l'elemosina, donna, che non c'è nella vita niente come la pena di essere cieco a Granada](mwavihttps://www.poemas-del-alma.com/blog/mostrar-poema-154237)
cite-note-0622-66. mwawwmwaw0TCI,mwaw4 p. 133.
cite-note-062222-77. mwazimwazmTCI,mwazq p. 136.
cite-note-88. mwazgmwazkmwazoTORNI, Jacopo in "Dizionario Biografico", su mwazstreccani.it. mwazwURL consultato il 22 gennaio 2022.
cite-note-99. mwa0aBiowebdesign, mwa0emwa0iPlaza Nueva, su mwa0malhambragranada.it. mwa0qURL consultato il 25 gennaio 2022.
cite-note-1010. mwa0gmwa0kmwa0oMuseo Casa de los Tiros a Granada | spain.info in italiano, su mwa0sSpain.info. mwa0wURL consultato il 19 gennaio 2022.

Bibliografia

• citereftciAlessandro Cruciani e Piero Lucca, Granada, in GUIDA D'EUROPA, Spagna Portogallo, Milano, Touring Club Italiano, 1975.
• mwa1e(ES) Adela Fábregas, Acercamientos y acuerdos comerciales entre Granada y Venecia al filo de 1400, in Anuario de Estudios Medievales, vol. 40, n. 2, 2010, pp. 643-664.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikiquote contiene citazioni di o su Granada
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Granada
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Granada

Collegamenti esterni

• (ES) Sito ufficiale, su granada.org.
• citereftreccani-itGranada, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaRiccardo Riccardi, GRANADA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.
• citerefdizionario-di-storiaGranada, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itGranada (città della Spagna), su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-medievaleP.A. Galera Andreu, GRANADA, in Enciclopedia dell'Arte Medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1996.
• citerefbritannica-com(EN) Granada, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefjewish-encyclopedia(EN) Granada, in Jewish Encyclopedia, Funk and Wagnalls.
• citerefgec(CA) Granada, su Gran Enciclopèdia Catalana, Grup Enciclopèdia Catalana.
• (EN) Granada, su Comic Vine, Fandom.